Biografia

Michael Joseph Jackson (Gary,Indiana, 29 agosto 1958) è un cantante, attore e produttore discografico statunitense, di cui successi e controversie hanno contrassegnato in buona parte gli anni ottanta e novanta.

Iniziò la sua carriera a cinque anni, nel gruppo di famiglia Jackson Five; inoltre già intraprese un’attività solista nel 1971, con il disco Got To Be There. Nel 1979 esordì definitivamente da solista, e divenne l’artista pop di maggior successo di sempre; ciò fu dovuto principalmente a Thriller (1982), tuttora l’album più venduto nella storia della musica, prodotto da Quincy Jones e vincitore di 13 premi Grammy. Secondo la sua portavoce Raymone Bain, il cantante ha venduto oltre 750 milioni di dischi.

In più di quarant’anni di carriera Michael Jackson ha ricevuto numerosi premi, tra cui quelli di miglior artista pop maschile del millennio agli World Music Awards del 2000 e di artista del secolo agli American Music Awards del 2002. È stato anche incluso due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, nel 1997 come vocalist dei Jackson Five e nel 2001 per la sua carriera solista.

Dal 1988 al 2005 Jackson è vissuto nel Neverland Ranch, in cui aveva fatto costruire un parco a tema e uno zoo per ragazzini poveri e malati terminali. Le sue frequentazioni con quei ragazzi hanno avuto un enorme impatto mediatico, essendo girate voci su complicati rapporti tra il cantante e i suoi giovanissimi ammiratori. Ciò è emerso per la prima volta nel 1993, quando Jackson fu accusato di molestie sessuali da un suo ammiratore. Dopo un’altra denuncia, nel 2003 il cantante è finito nel mirino dei giudici, accusato anche di altri tipi di reati. Dei suoi problemi personali, nello stesso anno, si è parlato anche nel documentario video Living with Michael Jackson.

 Gli inizi

Nato e vissuto in gioventù a Gary (Indiana), Michael è l’ottavogenito dei musicisti Joseph e Katherine. La sua prima esperienza di musicista, la ebbe cantando ad una recita scolastica, a cinque anni; in seguito diventò il percussionista dei Jackson Brothers.

Nel 1966, dopo che Michael aveva condiviso il ruolo di cantante con il fratello Jermaine, il gruppo cambiò nome in Jackson Five. Il quintetto suonò in bar e club locali, fino alla firma per la Motown Records nel 1968. Raggiunse in poco tempo la popolarità, con l’arrivo nella Billboard Hot 100 dei loro primi quattro singoli. Inoltre Michael già giovanissimo ebbe successo da solista, con le hit “Got To Be There”, “Ben”, e la cover di “Rockin’ Robin” di Bobby Day.

Dopo il 1973 le vendite dei Jackson 5 declinarono, e il gruppo abbandonò in sordina la Motown. Nel 1976 firmò un secondo contratto con la CBS Records (prima mediante la Philadelphia Internationa, e poi passando per la Epic Records). Prima di sapere del nuovo contratto dei Jackson 5, la Motown li accusò di aver rotto a sua insaputa il loro vecchio accordo. Come risultato delle procedure legali, complicate dal matrimonio tra Jermaine Jackson e la figlia di Berry Gordy (presidente della Motown), i Jackson abbandonarono il moniker “Jackson 5″ e persero Jermaine, che voleva rimanere nella Motown. Così cambiarono nome in “Jacksons”; chiamarono Randy Jackson a sostituire Jermaine, e continuarono la loro carriera con vari tour e con il rilascio di sei album, dal 1976 al 1984.

Nel 1978, Michael Jackson interpretò lo spaventapasseri nel Mago di Oz, insieme a Diana Ross nel ruolo di Dorothy. Le canzoni per il film furono incise da Quincy Jones, che collaborò con Jackson durante la produzione. In quel periodo, Michael si separò anche dal suo vecchio gruppo (di cui è stato a lungo considerato leader indiscusso).

Nel giro di quattro anni, Jones e Jackson lavorarono insieme per Off The Wall (1979). L’album d’esordio di Jackson solista per la Epic, in poco tempo superò i 20 milioni di copie vendute, e fu il primo nella storia a piazzare in classifica quattro singoli (tra cui “Don’t Stop ‘Til You Get Enough” e “Rock With You”). Dopo il successo di Off The Wall, Jackson consolidò e continuò il lavoro con Jones.

Thriller

Al 1982 risale Thriller (in origine doveva intitolarsi StarLight, ma in seguito il cantante scartò l’idea), secondo album di Jackson per la Epic. Ancora oggi è il più venduto di tutti i tempi, con 104 milioni di copie all’attivo (dato ufficializzato anche dal Guinness dei primati, il 14 novembre 2006). Delle sue nove tracce ben sette furono estratte come singoli, e tra questi si ricordano: “Billie Jean” (il cui video fu il primo, per un artista afroamericano, a essere regolarmente trasmesso su MTV), “Beat It”, “Human Nature” e soprattutto la title track, accompagnata da un video di tredici minuti diretto da John Landis. In quel periodo, uscì anche la videocassetta The Making of Michael Jackson’s “Thriller”, la più venduta nella storia della musica. Rimasto nella classifica di Billboard per 122 settimane, Thriller è stato premiato negli Stati Uniti con 27 dischi di platino.

Il 16 maggio 1983, mentre eseguiva “Billie Jean” (in origine doveva intitolarsi “Not My Lover” per non avere problemi con una sportiva omonima, ma poi decise comunque di mettere il suo nome perché secondo lui dava più impatto) al concerto Motown 25: Yesterday, Today, Forever, Jackson lanciò il moonwalk. Nello stesso anno siglò un accordo pubblicitario con la Pepsi Cola. Sempre nel 1983 collaborò con l’ex Beatle Paul McCartney (con cui aveva già inciso “The Girl Is Mine”, presente nell’album Thriller) per la canzone “Say Say Say”. Nel suo videoclip compare anche la sorella di Michael, La Toya Jackson.

Nel 1984, prima di passare allo Shrine Auditorium di Los Angeles (California), i suoi capelli presero fuoco durante uno spot per la Pepsi Light. Guarito dall’incidente, qualche mese dopo vinse otto Grammy (di cui sette per Thriller ed uno per l’E.T. Storybook, record di vittorie secondo il Guinness dei Primati). Poco dopo tornò con i Jacksons e li aiutò ad incidere Victory, promosso da un tour estivo.

Il 14 maggio 1984, Jackson fu invitato alla Casa Bianca e fu ringraziato dall’allora presidente USA Ronald Reagan, perché aveva concesso l’uso di “Beat It” in uno spot antialcool.

Bad

Nel 1985, Michael Jackson, Quincy Jones e Lionel Richie scrissero insieme “We Are The World“. Il singolo servì per fondi di beneficenza, contro la fame nell’Africa Orientale, e fu anche premiato con un Grammy come canzone dell’anno.

All’epoca scattarono le prime controversie, quando Jackson comprò parte della ATV Music Publishing (intestata anche a Paul McCartney e John Lennon), di cui poi divenne maggiore azionista, ma solo dopo le ripetute pressioni di Yoko Ono (seconda moglie di Lennon) e McCartney. La ATV Music Publishing deteneva i diritti di quasi tutte le canzoni dei Beatles. Dopo l’acquisto, Mc Cartney e Yoko Ono richiesero a Jackson l’ATV, volendola riacquistare; Michael si rifiutò di vendergliela.

Poco dopo, i tabloid diffusero la notizia che Jackson dormiva in una camera iperbarica, per non invecchiare. Poi si scoprì che essa era stata acquistata dal cantante, per conto di un ospedale che non aveva il capitale per comprarla; la falsa notizia era stata messa in giro dal suo manager, Frank Di Leo. Da altre fonti, si seppe anche che Jackson aveva tentato di acquistare le ossa di Elephant Man, fatto che gli valse il soprannome di “Wacko Jacko” (presto detestato dal cantante).

Nel 1986 Jackson ebbe un ruolo nel film in 3D Captain EO, di George Lucas e Francis Ford Coppola. La pellicola durò appena 17 minuti, ma costò tra i 17 e i 30 milioni di dollari. Il film fu di grande successo di incassi, tanto che la Disney lo introdusse nei suoi parchi a tema. Disneyland ospitò il film Captain EO dal 18 settembre 1986 al 7 aprile 1997. Anche Walt Disney World lo proiettò ad Epcot, dal 12 settembre 1986 al 6 luglio 1994.

Il 28 agosto 1987 uscì Bad, terzo album di Jackson per la Epic, e ultimo prodotto da Quincy Jones. All’inizio Michael voleva farne un disco con 30 tracce, ma il produttore le ridusse ad 11. In origine voleva anche interpretarne la title track insieme a Prince; poi però l’idea fu scartata, a causa delle differenze artistiche tra i due, e del rifiuto del rocker di Minneapolis (Minnesota). Anche da Bad furono estratti sette singoli (“I Just Can’t Stop Loving You”, “Bad”, “The Way You Make Me Feel”, “Another Part of Me”, “Man in the Mirror”, “Dirty Diana”, “Smooth Criminal”); cinque di essi finirono al numero uno delle classifiche, ma l’album vendette molte meno copie di Thriller. Secondo numerosi critici, ciò fu dovuto soprattutto al progressivo indebolimento della musica di Jackson. Il disco fu comunque di grande successo di vendite (più di 29 milioni di copie), e fu sostenuto da un tour mondiale di oltre un anno.

Jackson chiese a Martin Scorsese di girare il video per la title track. Il clip durò 18 minuti, e per la prima volta mostrò il cambiamento fisico del cantante. La sua pelle, nera fino a 24 anni, da allora cominciò a schiarirsi. L’intera stampa gli dedicò moltissimi servizi, e i tabloid diffusero la notizia di eventuali operazioni chirurgiche. Peraltro nel 1993 Jackson avrebbe provato a smentire il fatto, sostenendo all’Oprah Winfrey Show di essere malato di vitiligine. Nel 1988 il cantante scrisse sull’autobiografia Moonwalk di aver ricevuto solo due operazioni di rinoplastica ed uno spacco sul mento, e che pubertà e dieta avessero influito sugli altri suoi cambiamenti.

Nello stesso anno uscì Moonwalker, un film scritto, diretto e interpretato da Michael Jackson. Esso ripercorre la carriera del cantante, dagli esordi con i Jackson Five alla pubblicazione dell’album Bad, e comprende numerosi filmati inediti e i video musicali di quest’ultimo album. Nel film c’è anche il video di “Bad” nella versione tagliata, reinterpretato da un gruppo di bambini.

In quel periodo Michael Jackson fu insignito del titolo di “Re Del Pop”. Il titolo gli fu dato da Elizabeth Taylor ed Eddie Murphy, che ai BRE Awards diedero all’artista di colore il “Video of the Year Award” e il “Triple Crown Award” di Re del Pop, del Rock e del Soul.

Dangerous

Nel 1991 uscì Dangerous (36 milioni di copie vendute), trainato principalmente dal singolo “Black Or White”. Nel video della canzone, diretto da John Landis (già regista di quello per “Thriller”), compare una sequenza finale (non accompagnata da musica) di quattro minuti, contenente scene che richiamano al sesso, alla violenza e al razzismo. Il clip fu comunque mandato in onda dalle reti musicali, dopo la censura delle scene conclusive. Michael Jackson si difese spiegando che, in realtà, le immagini del video erano state travisate, e che il suo intento era semplicemente richiamare l’istinto animale insito nella pantera: infatti, tramite il morphing (all’epoca abbastanza inusuale), durante il videoclip l’animale si trasformava in Jackson e viceversa. Al video, partecipò anche l’attore Macaulay Culkin.

Il 10 febbraio 1992 MTV lanciò la sua prima lotteria, “My Dinner with Michael”. I suoi vincitori ebbero una cena con il cantante, sul set del video per “In the Closet”.

Nominato per la hit “Heal the World“, Jackson fondò nel 1992 la “Heal the World Foundation”, fondazione di beneficenza per bambini sfortunati, ed anche a sfondo ecologista. Nel corso degli anni Jackson raccolse oltre 100 milioni di dollari, dato che il quasi totale guadagno del Dangerous World Tour fu donato a tale associazione.

Nel gennaio del 1993 Jackson si esibì al Super Bowl XXVII, registrando il primato di audience della televisione statunitense.

Nello stesso anno, il cantante di Gary fu per la prima volta accusato di molestie sessuali. Allora Jordan Chandler - figlio di un dentista radiato dall’albo di Beverly Hills, Evan Chandler – accusò Jackson di abusi sessuali su minori. Il 22 dicembre dello stesso anno, Michael rispose via satellite da Neverland e si dichiarò “totalmente innocente”. Il 25 gennaio 1994, Jackson patteggiò con l’accusatore con una cifra ignota di denaro (secondo alcuni sui 20 milioni di dollari) e fu assolto. Successivamente, si venne a sapere di telefonate che dimostravano l’innocenza di Jackson: in esse Evan Chandler parlava con il suo avvocato, dicendo che voleva distruggere sua moglie (amica del cantante) e Jackson, perché non gli aveva prestato dei soldi per aprire un’attivita. Di queste prove, ne parlò solo la giornalista di GQ Mary Fisher.

In seguito Jackson sposò Lisa Marie Presley, unica figlia di Elvis Presley. Il matrimonio fu pesantemente criticato dai media, e durò meno di due anni. Tuttavia Michael e Lisa, già conosciutisi nel 1992, continuarono a frequentarsi fino al febbraio del 1998.

HIStory, Blood on the Dance Floor

Nel 1995 uscì il doppio album HIStory: Past, Present And Future – Book 1. Il primo disco, HIStory Begins, conteneva 15 dei primi singoli (nel 2001, HIStory Begins fu di nuovo rilasciato come Greatest Hits – HIStory Vol. I), mentre il secondo HIStory Continues conteneva 15 brani nuovi. Il primo singolo da HIStory fu “Scream”, che arrivò al quinto posto di Billboard e fu accompagnato dal video più costoso di tutti i tempi. Il 7 settembre dello stesso anno, agli MTV Video Music Awards, Michael e sua sorella Janet vinsero tre premi per il brano. Del singolo “They Don’t Care About Us”, uscito nell’aprile del 1996 da HIStory, i suoi testi furono accusati di antisemitismo (secondo alcuni rivolto contro i difensori di Jordan Chandler, e soprattutto contro Larry Feldman) e perciò modificati. Ad agosto fu rilasciata la nuova hit “You Are Not Alone”, che esordì al primo posto di Billboard, cosa mai accaduta prima di allora.

Per promuovere il doppio album, Jackson diede avvio allo HIStory World Tour. Il 14 novembre 1996, durante la tappa in Australia, il cantante sposò la sua ex infermiera Deborah Jeanne Rowe: dai due nacquero Prince Michael Joseph Jackson Jr. e Paris Katherine Jackson. Jackson e Rowe divorziarono nel 1999. La paternità dei figli del cantante fu ferocemente biasimata dal pubblico. Poiché Michael è afroamericano e Rowe è bianca, i figli sono di natura birazziale. Il cantante sostenne che i due figli erano nati per concepimento naturale. Tuttavia il tabloid The Sun diffuse due notizie controverse sulla faccenda: Jackson avrebbe concepito il primogenito mediante inseminazione artificiale con il suo seme, e Paris sarebbe nata proprio a Parigi (Francia), dove Jackson andò per consolare Rowe, dopo che lei aveva firmato la rinuncia alla materntà nei confronti di suo figlio.

Ai Brit Awards del 1996 Jackson eseguì il brano “Earth Song”, vestito di bianco e circondato da suoi giovani ammiratori e da un finto rabbino. Il cantante si ispirò ad alcune movenze di Cristo, sollevato nell’aria da una gru, e con i capelli mossi da un ventilatore. Jarvis Cocker dei Pulp e il suo amico Peter Mansell, invasero il luogo dell’esibizione. Cocker saltò per la sala, tentò di esporre il suo fondoschiena, ballò e assediò il palco. In risposta ai media che ripresero i suoi gesti, Cocker disse: “Ho voluto fare tutto ciò per protestare contro Michael Jackson, per come si ritenga una figura simile a Cristo, addirittura con poteri guaritori…ho corso per il concerto e mi sono messo in mostra…molti altri avrebbero avuto il coraggio di fare la stessa cosa, al mio posto.”

Nel 1997 Jackson rilasciò un album di materiale nuovo, accompagnato con remix di singoli da HIStory; il suo titolo era Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix. Diretta da Stan Winston, la pellicola si basava su notevoli effetti speciali e coreografie organizzate da Jackson medesimo. Il clip per il brano “Ghosts” durava più di 35 minuti (record tuttora imbattuto per un video musicale). Jackson dedicò l’album del 1997 ad Elton John, che aiutò il cantante di Gary contro la sua dipendenza dagli analgesici (specie la morfina).

Nel 1998 il dottore Steven Hoefflin, noto chirurgo plastico di Hollywood, sostenne di aver ridisegnato il naso di Jackson e lo invitò a stare in guardia da ulteriori operazioni.

Invincible, crisi del triennio 2001-2003

Il 30 ottobre 2001 Michael Jackson pubblicò Invincible, che debuttò al primo posto nelle classifiche di 13 paesi. I singoli estratti dall’album, furono “You Rock My World”, “Cry” e “Butterflies”. Il cantante di Gary registrò inoltre un brano di beneficenza, “What More Can I Give”.

Poco prima dell’uscita di Invincible, Jackson informò Tommy Mottola (allora presidente della Sony Music) di non avere intenzione di rinnovare il contratto con la Sony, malgrado il rilascio di materiale nuovo per la Epic Records. Nel 2002, tutti i singoli, i video e le promozioni per Invincible furono cancellati. A causa di ciò il cantante denunciò Mottola, accusandolo di averlo boicottato per le sue origini afroamericane. Jackson lo ritenne “un demone razzista, che usa artisti di colore solo per guadagnarci sopra”. Inoltre citò che Mottola aveva dato del “negro grassone” anche ad Irv Gotti (collega di Michael). La Sony contrastò l’accusa e la considerò strana, visto che Mottola è stato in passato marito della cantante pop multietnica Mariah Carey. Quest’ultima sembrò lei stessa forbita contro le accuse di Jackson, al programma televisivo Larry King Live.

Nel settembre del 2001 Jackson organizzò una cerimonia speciale al Madison Square Garden, per i suoi trent’anni di carriera solista. Fu trasmesso in tv il 13 novembre dello stesso anno. Vi si esibirono artisti quali Mýa, Usher, Whitney Houston, Billy Gilman, Shaggy, Rayvon, Rikrok, Destiny’s Child, Monica, Deborah Cox, Rah Digga, Tamia, James Ingram, Gloria Estefan, 98 Degrees, Luther Vandross, Liza Minnelli, Lil’ Romeo, Master P, ‘N Sync, Jackson Five e Slash.

Nel novembre del 2002 Jackson viaggiò a Berlino (Germania), per ricevere un premio per le sue azioni umanitarie. Circondato da alcuni fan sotto l’Hotel Adlon, da loro fu invogliato (secondo le parole di Michael) a fargli vedere il suo primogenito. Così lo condusse sul balcone, e da lì lo resse con la mano destra, dopo averne coperto il volto con un fazzoletto (secondo il cantante, perché il bambino non fosse riconosciuto). Jackson pose brevemente il figlio fuori del balcone, e poi lo ricondusse in camera. Ciò ha indotto molti a ritenerlo colpevole di “messa in pericolo di un minore”.

Dopo aver seguito l’evento a Berlino, l’avvocatessa e conduttrice di talk show Gloria Allred scrisse una lettera ai servizi per l’infanzia in California, chiedendo di indagare sulla sicurezza dei tre figli di Jackson; di ciò parlo anche alla CNN. Poiché i servizi non avevano reso pubbliche le indagini, non si sa comunque se l’operazione fosse iniziata proprio grazie alla lettera di Allred. Quando un cronista chiese a Jackson che cosa pensasse delle lamentele di Allred, la minacciò “di andare all’Inferno“; ma poco dopo spedì una lettera di scuse per l’incidente, dicendo: “Ho fatto uno sbaglio terribile. Al momento non sapevo trattenere le mie emozioni. Mai avrei voluto davvero mettere a repentaglio la vita dei miei figli.”.

Alla fine del 2002 la Heal the World Foundation ha riportato un attivo di 3,542 milioni di dollari e spese per altri 2,585 milioni, in gran parte per “paghe destinate al management”. Dall’aprile dello stesso anno la fondazione ha sospeso la sua attività, non essendo riuscita a dichiarare i conti annui richiesti per organizzazioni esenti dal fisco. Ciò è stato annunciato da John Barrett, portavoce dell’ufficio californiano per le esenzioni fiscali.

In un’intervista al giornalista britannico Martin Bashir nel 2003, Jackson disse che i media sbagliavano a commentare il suo ruolo di padre, e spiegò “dell’affetto che aveva per i tre bambini”; e aggiunse: “Ho solo provato a far vedere Michael Jr. ai miei fan, non a gettarlo dalla finestra.”. Sempre nel 2003 uscì il documentario Living with Michael Jackson, che includeva anche interviste al cantante sulla sua vita privata. Martin Bashir e il suo staff filmarono Jackson per 18 mesi, riprendendo anche il suo comportamento controverso a Berlino. Uno spezzone del documentario, che suscitò controversie e grande attenzione mediatica, mostrò Jackson mano nella mano con Gavin Arvizo, allora 13enne malato di cancro, e il cantante che ammise di aver condiviso con lui la stanza da letto, ma di non aver diviso il letto (ma non a scopo sessuale, come ammesso da Michael). Il cantante di Gary si sentì tradito da Bashir, e accusò il documentario di averlo mostrato in maniera distorta. Inoltre combatté per far diffondere il suo proprio documentario, filmato dal suo cameraman personale, che raccolse le spiegazioni di Jackson sulle operazioni di chirurgia plastica, sull’episodio di Berlino, e sul suo rapporto con i ragazzini di Neverland.

In quel periodo Jackson annunciò anche che avrebbe pubblicato Resurrection, album in studio successivo ad Invincible. Si diceva inoltre che il cantante avesse realizzato un ‘mini-film’ per promuovere il disco. Nel film Jackson interpretava un uomo che risorgeva. Nel marzo del 2003 fu rilasciato in radio il singolo “Xscape“, e molti pensavano che avrebbe contribuito alla promozione di Resurrection. Il progetto fu però accantonato per motivi ignoti, e al suo posto subentrò la pubblicazione di Number Ones.

Nel giugno dello stesso anno l’attore Marlon Brando - amico di Jackson – regalò al cantante l’isola di Tetiaroa, per ringraziarlo di aver ospitato una festa per sua figlia Nina (allora tredicenne).

Per il continuo CLICCA QUI